Vademecum del retaker

I consigli di Massimo Ferraro di Labsus:

Guardi ogni giorno davanti a quel muro affollato di scritte, disegni sovrapposti, tags scolorite. Magari è il posto dove vivi o dove lavori. Il giorno che deciderai di passarci sopra una pennellata di vernice fresca, questo promemoria ti potrà essere utile.

Parla della tua idea ai tuoi amici, coinvolgi tante persone e scoprirai che saranno in molti a voler partecipare. Scoprirai anche che il solo entusiasmo non basta, serve professionalità e competenza: per la scelta delle vernici adatte e dei colori giusti, per richiedere le autorizzazioni, per diffondere l’iniziativa nel quartiere e farne conoscere modalità e finalità. Qua entrano in gioco le associazioni: se il progetto ha ricevuto l’attenzione che merita, saranno loro stesse a venire da te, altrimenti ti basterà una ricerca in rete per conoscere le organizzazioni che operano nel tuo quartiere e nella tua città e che ti potranno dare una mano. Molte hanno proprio quelle competenze, ma soprattutto l’esperienza, di cui avrai bisogno.

Le autorità con cui dovrai coordinarti sono i vigili urbani e gli operatori ecologici (l’AMA), ti consiglio di coinvolgere anche il presidente del consiglio municipale. In questa fase i aiuteranno quelle organizzazioni di quartiere di cui sopra, sapranno a chi rivolgersi per avere tutte le autorizzazioni necessarie.

Parla con gli amministratori dei palazzi che intendi ripitturare: il loro appoggio è fondamentale. Se ti daranno il permesso per l’iniziativa, con il consenso dei condòmini, fatti consegnare gli atti catastali nei quali è specificato il colore delle facciate. Dovrai usare esattamente quel colore.

L’attrezzatura necessaria è tanta, avrai bisogno di un budget cui attingere. Oltre all’aiuto di associazioni e fondazioni, puoi coinvolgere i commercianti di zona e organizzare raccolte fondi. È persino possibile che le stesse aziende pubbliche ti diano una mano!

E poi pubblicizza, continua a diffondere l’iniziativa, attraverso tutti i canali possibili: coinvolgi le scuole, scrivine nei blog, usa i social network e il volantinaggio. E pensa ad altri modi ancora per raggiungere più persone possibili.

Dovrai arrivare alla vigilia del giorno stabilito con tutto il materiale necessario (te ne faccio un rapido ed incompleto elenco: spazzole –prima di passare la pima mano di vernice, “spolvera” le pareti!-, pennelli, vernice, guanti, secchi –almeno di due misure-, scaletta, rotoloni di carta –per pulirti e coprire il marciapiede-, raschietti – per rimuovere adesivi-, e avrai bisogno di acqua – controlla se ci sono fontanelle in zona-), le autorizzazioni e i consensi in tasca, un’organizzazione strategica per il lavoro che ti aspetta. Ti posso dare un consiglio? Organizza un banchetto permanente dal quale coordinare gli sforzi, dividere il gruppo in squadre individuando per ognuna di esse un tratto di muro da verniciare e un caposquadra (dovrà chiedere più/meno materiale, più/meno ragazzi e ragazze affinché il lavoro della propria squadra possa esser fatto al meglio e in tempi non eccessivamente lunghi). Mi raccomando: passa due mani di vernice, sempre nello steso verso; attento a miscelare acqua e vernice; fai un lavoro il più possibile uniforme.

Sai cosa penso che sia importante, davvero importante? Coinvolgere writers e artisti, non devi penalizzare il loro lavoro. L’ultima volta, abbiamo ripulito i pannelli di un cantiere della metropolitana, lasciando poi lo spazio ai writers professionisti (insieme agli studenti delle elementari). Anche per ripulire quei pannelli è stata necessaria un’autorizzazione.

Un ultimo consiglio che ti posso dare è frutto dell’esperienza: lascia nei condomìni e nelle attività commerciali che si offrono il materiale necessario a ripulire le proprie facciate qualora dovessero essere imbrattate nuovamente, affinché tutto il lavoro e l’impegno che ci avrai messo non vada sprecato nel giro di una notte. Beh, ora tocca a te!

 

Il procedimento pratico elaborato da Retake Rome:

Il procedimento è davvero elementare: armarsi di spazzola, guanti, solvente e una sufficiente dose di olio di gomito.

- Per le superfici in pietra (tipo travertino):

1. Si spruzza, protetti da guanti di plastica, mascherina da chirurgo e occhiali protettivi, una piccola quantità di sgrassatore per forni, reperibile in tutti i comuni supermercati.

2. Si lascia agire per qualche minuto e poi si strofina con una spazzola metallica, di quelle usate per scrostare le pentole.

3. Prima che tutto asciughi, portare via lo sporco con un panno, affinché non si formino né aloni né chiazze.

- Per le superfici verniciate:

1. La cosa migliore è ripassare con la vernice.

2. Bisogna adoperare un colore che sia il più uguale possibile all’originale, altrimenti si ottiene un “effetto macchia” (che in ogni caso è meglio dei graffiti!).

3. Si preleva un pezzetto di intonaco in un angolo dove nessuno ne avrebbe notata la mancanza e si porta in coloreria/ferramenta. Con 8€ si fa mischiare un kg di vernice crilica per uso esterno di uguale tonalità.

4. Prima si pulisce la superficie verniciata con acqua e uno straccio per togliere la sporcizia, poi per ottenere una superficie liscia passare sui punti ruvidi con una carta vetrata leggera.

5. Ri-pitturare. In un’ora si possono ricoprire circa 5 mq. di orribili graffiti.