Il progetto Rock your School prevede, tra le altre cose, la partecipazione dei ragazzi alle attività di comunicazione. L’articolo che segue è stato scritto da alcuni studenti del Liceo Farnesina.

Giovedì 10 Febbraio ore 11.00-13.00 II incontro con il professor Maialetti.
Il II incontro con il professor Maialetti è durato due ore, durante le quali l’architetto ha dato agli alunni delle indicazione per meglio svolgere il progetto “giardino” promosso dal Labsus, l’associazione che si adopera per diffondere l’importanza della cittadinanza attiva nelle scuole. Il professor Maialetti ha ribadito, come nel precedente incontro, il significato del comune e di cittadinanza attiva: ogni cittadino in caso si accorga di qualche elemento da modificare nel proprio quartiere ha il dovere morale di sistemarlo con progetti anche non promossi da associazione pubbliche, quali il comune, regione o stato, ma sempre in collaborazione di quest’ultimo.
Nel caso del Farnesina il bene comune è un potenziale giardino lasciato incustodito, in cui i ragazzi possono passare la ricreazione o, a seconda della scelta dei professori, addirittura intere lezioni; inoltre, poiché la scuola è anche un liceo musicale oltre che scientifico, lo spazio potrebbe essere usato come palcoscenico per gli eventi musicali che si possono tenere durante l’anno. Ma per raggiungere questi obbiettivi è necessario che ci sia un collaborazione unitaria, dunque, le classi si sono attivate per dividersi i vari compiti assegnati dal professor Maialetti: mentre una classe provvederà delle foto del giardino per trovare gli elementi negativi e quelli positivi, con i quali verrà costruito una tabella riassuntiva, l’altra avrà il compito di mappare le varie piante presenti nello spazio da sistemare.
Infine, fra le varie proposte di lavoro, c’è la ricerca del nome e quella della storia del luogo, utile per evitare di avere “brutte sorprese” durante i lavori: mai sentito il detto“A Roma ovunque scavi trovi qualcosa”? Importante per il progetto, inoltre, è la cartografia dei colori per scegliere quali sarà poi meglio collocare nel giardino. Ultima, ma no per importanza, è la scelta delle piante, non determinata solo da criteri estetici, ma soprattutto in base alla funzionalità e alla collocazione del giardino nel quartiere: un’isola verde, facilmente mantenibile, spazio d’incontro ed espressione dell’impegno comunitario.
Giorgio Picardo e Fidel Ambat
con la collaborazione di Eleonora Messina